vicino al ponte rotto

Sono vicino al ponte rotto che cambia colore, come le luci su un soffitto di un bagno turco.

Sono sorridenti. Hanno i due figli seduti di fronte e sono i loro. Non ci sono dubbi. Non ci sono schegge del passato solo di lei o solo di lui in quei figli. Quei figli sono proprio i loro e sono pure grandicelli. Li ho squadrati a cima a fondo: i due pargoli assomigliano come gocce d’acqua ai genitori. Sono un perfetto guazzabuglio somatico dei due che sto fissando da mezz’ora.

Loro si fanno le fotografie con il telefonino e si parlano incessantemente. Si sussurrano nelle orecchie senza far sentire ai figli. Lei inquadra lui e dopo un poco scatta. Poi gli porge il telefonino per fargli vedere il risultato. Lui le carezza i capelli. Da un boccone di pizza e le carezza i capelli, come un tic, come se fosse il suo respirare normale. Uno, due, e via una carezza sui capelli di lei.

Sbocconcellano la pizza; alle verdure per lei, rossa per lui. Lui sorride e si accende tutto facendo risalire le guance fino ai limiti delle ciglia. Lei gli tocca il braccio. Da un boccone di pizza e si stringe al braccio di lui, come un tic, come se fosse il suo normale respirare. Questi parlano insieme e ridono, ridono e parlottano insieme.

I figli sono di contorno. Mangiano praticamente ignorati dai genitori e si alzano a vedere anche un fachiro indiano che si è messo a mangiare spade per attirare l’attenzione del pubblico dentro il ristorante. I figli sono abituati, si vede; si tangono compagnia da soli e sembrano perfettamente a loro agio senza i genitori. Sono autosufficienti! Hanno mangiato tutta la pizza senza storie e ora fanno ricreazione per i fatti loro.

I due non fanno una piega. Ho controllato. Non si sono neppure accorti che i figli non sono più seduti di fronte a loro. Li ho guardati: non si sono girati neppure una volta a guardare i figli! Lei non si è alzata, lei non li ha mai chiamati, lei non hai mai detto loro di stare attenti. Basta lo sguardo di lui che è messo in posizione favorevole e mentre guarda solo lei, si capisce che sta inquadrando anche i figli anche se non li tiene a fuoco.

Vorrei alzarmi ed andare a chiedere l’autografo a questi due. Finalmente li ho visti. Lo sapevo che esistevano. Finalmente una coppia che tratta i figli solo per quello che sono, solo come un frutto derivato e secondario rispetto alla cosa più importante: loro due.

Mi arresto un momento.

 

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