Sono contrario alle emozioni (il ritorno dell'Avv. Melanconico del Foro di Napoli), di Diego De Silva
Lei ha uno scompenso tra la sfera razionale e quella affettiva. La prima la governa, ma ha un controllo insufficiente sulla seconda. Non codifica le sue emozioni, non le sente arrivare, non le anticipa. Semplicemente le subisce. Quando le vengono addosso, e' del tutto impreparato ad affrontarle. E quelle la investono, come farebbe una macchina, o un camion. Meglio un tre ruote avevo pensato.
- A quel punto si rialza e fa quel che può. Quello che può fare un uomo che e' appena stato investito, cioè ben poco. Ecco, lei deve imparare a difendersi. Deve imparare ad attraversare la strada. Ad arrivare dall'altra parte tutto intero, e a farlo con naturalezza, senza esitazioni, senza rallentare ne' precipitarsi, tenendo un passo costante.
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Perché rimani qui seduto a permettere a tutte queste emozioni di attaccarti in branco, neanche ci fosse qualcosa di nobile a farsi sopraffare in questo modo? Guardale, ogni canzone se ne porta un gruppetto in gita. Malinconia, entusiasmo, piccoli brividi di freddo non spiacevole, picchi gratuiti di autostima, bigiotteria di felicita', desiderio improvviso di prendersi un cane, nostalgia delle polpette della nonna, ricordi che si sollevano come zombie e vengono a chiederti l'elemosina a tanto così dalla faccia: un piccolo esercito di stati d'animo che ti prendono per un parcheggio e se ne stanno li' in fila ad aspettare il loro turno.
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Nella vita succede quasi sempre di inciampare, per caso, in qualche libro di cui si ha bisogno. A me capita spesso. Ed anche questa volta la regola del libro giusto al momento giusto non si e' smentita.
Mi riferisco a Diego De Silva ed al suo recentissimo "Sono contrario alle emozioni"', libro del novembre scorso da cui ho estratto queste due citazioni, che danno un po' il senso (almeno quello che voglio vedere io in questo momento) del dialogo interiore che l'avv. Vincenzo Melanconico, epico Rimurginatore, intrattiene con se stesso e con il suo psicologo; dove si ritrova ad andare a seguito di un botto esistenziale dovuto ad una delusione d'amore. Un libro letteralmente da scompisciarsi dalle risate che mi e' piaciuto tanto, e che tra qualche giorno, dopo la seconda lettura, difendero' a spada tratta nel mio Gruppo del Libro per far cambiare opinione a qualcuno che gia' ha anticipato via mail 3d di fuoco e di forte polemica.
Queste citazioni sono ora gli ex erga della mia nuova Psyco-mole. Quindi, ringrazio Diego, il napoletanissimo autore, di essersi fatto conoscere da me, per tramite della mia amica Elvira, proprio nel momento in cui avevo bisogno di lui (dedicato ad Elena, perché nessun libro e' inutile, neanche il più inutile).
- A quel punto si rialza e fa quel che può. Quello che può fare un uomo che e' appena stato investito, cioè ben poco. Ecco, lei deve imparare a difendersi. Deve imparare ad attraversare la strada. Ad arrivare dall'altra parte tutto intero, e a farlo con naturalezza, senza esitazioni, senza rallentare ne' precipitarsi, tenendo un passo costante.
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Perché rimani qui seduto a permettere a tutte queste emozioni di attaccarti in branco, neanche ci fosse qualcosa di nobile a farsi sopraffare in questo modo? Guardale, ogni canzone se ne porta un gruppetto in gita. Malinconia, entusiasmo, piccoli brividi di freddo non spiacevole, picchi gratuiti di autostima, bigiotteria di felicita', desiderio improvviso di prendersi un cane, nostalgia delle polpette della nonna, ricordi che si sollevano come zombie e vengono a chiederti l'elemosina a tanto così dalla faccia: un piccolo esercito di stati d'animo che ti prendono per un parcheggio e se ne stanno li' in fila ad aspettare il loro turno.
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Nella vita succede quasi sempre di inciampare, per caso, in qualche libro di cui si ha bisogno. A me capita spesso. Ed anche questa volta la regola del libro giusto al momento giusto non si e' smentita.
Mi riferisco a Diego De Silva ed al suo recentissimo "Sono contrario alle emozioni"', libro del novembre scorso da cui ho estratto queste due citazioni, che danno un po' il senso (almeno quello che voglio vedere io in questo momento) del dialogo interiore che l'avv. Vincenzo Melanconico, epico Rimurginatore, intrattiene con se stesso e con il suo psicologo; dove si ritrova ad andare a seguito di un botto esistenziale dovuto ad una delusione d'amore. Un libro letteralmente da scompisciarsi dalle risate che mi e' piaciuto tanto, e che tra qualche giorno, dopo la seconda lettura, difendero' a spada tratta nel mio Gruppo del Libro per far cambiare opinione a qualcuno che gia' ha anticipato via mail 3d di fuoco e di forte polemica.
Queste citazioni sono ora gli ex erga della mia nuova Psyco-mole. Quindi, ringrazio Diego, il napoletanissimo autore, di essersi fatto conoscere da me, per tramite della mia amica Elvira, proprio nel momento in cui avevo bisogno di lui (dedicato ad Elena, perché nessun libro e' inutile, neanche il più inutile).