Se hai lo stomaco forte ti compri sempre gatte da pelare.
Mi sono fatta forza ancora oggi per l'ennesimo incontro/saluto/abbandono/commiato/arrivederci presto o tardi/forse sì forse no, forse sticazzi non lo so e manco più io che a stò punto ho perso la trebisonda e sto liquida come la bava di una lumaca tra le foglie gonfie di pioggia. Ha tentato di forzarmi sullo psicodramma d'abbandono, ma ancora sono riuscita a resistere e mantenere tutto a terra anzicché svolazzante all'aria gassosa che lui produce in certi momenti. Ci sono già passata molte, moltissime, tante, ma talmente tante volte che non so più dire. So solo che ora so perfettamente che quando mi fa sbattere come una vela alle sferzate della sua aria io debbo fare solo una cosa. E stavolta l'ho fatta con precisione e destrezza, molto meglio di sempre e con più velocità. Ora dentro però tremo come una foglia e debbo solo aspettare che mi passi il tremore che mi da questa mia forza quando la guardo negli occhi e non mi sorride affatto, prendendomi per il culo.
Io, in effetti, ho uno stomaco che digerisce anche i sassi, l'ho sempre saputo. Ci sono state delle volte nella mia vita che - con intossicazioni virali da cibi malfermi e malfatti -, gli altri finivano in ospedale ed io al loro capezzale. Mi chiedo, a questo punto, se un giorno mai potrò serenamente star male io. In questo caso rinuncerei anche a qualcheduno al mio capezzale; solo per la soddisfazione di star male senza sentirmi una fessa e dire con gusto al mondo "STO MALE, ACCURRITE ACCURRITE A VEDERE LO SPETTACOLO"... Ma questo è un altro discorso. Ora debbo prepararmi e rifarmi il trucco per una cena di lavoro che, son sicura, sarà infinitamente più leggera del pranzo anche se, infinitamente più noiosa (e non è mai detto)! Ma digerirò anche questa.